Schumi

Schumi lo ricordo così:

– quello dei 7 titoli mondiali e di altri innumerevoli record (banale, ma ci sta).
– quello dell’esordio nel gruppo C perché in F1 non c’era spazio.
– quello della passeggiata a braccetto di Senna dopo aver tamponato il brasiliano.
– quello del settimo posto in griglia all’esordio (grazie Gachot per essere stato un rissaiolo).
– quello del primo mondiale vinto a biliardo (“sponda e Damon Hill” è un colpo ormai famoso).
– quello delle tattiche improvvisate alla Benetton, perché “sticazzi, tanto se vai forte puoi anche fare il pitstop al secondo giro”.
– quello che vinco tutto, ma vado alla Ferrari che é una carretta.
– quello che assomiglio a Totò, ma ho l’humour di Gomez Addams.
– quello dei mondiali vinti a Luglio.
– quello dei mondiali vinti all’ultima gara.
– quello dei salti sul podio fatti con la grazia di una mummia imbalsamata.
– quello che mi commuovo se vinco con la Ferrari.
– quello che piove, non si vede un cazzo, ma vado a 1000 anche se c’è Coulthard in mezzo alla pista.
– quello delle gambe rotte a Silverstone.
– quello di “Zonta chi? Mi stava passando Hakkinen”.
– quello dei compagni di squadra che “hanno da sta’ al posto loro”.
– quello dell’arrivo in parata a Indianapolis col compagno che poi non si è più avvicinato manco in sala da pranzo.
– quello che mi fate ritirare dalla F1 ed io mi sfascio la spalla in Superbike.
– quello che “‘sta carretta fatela guidara a Badoer”
– quello che “io voglio correre, va bene anche la Mercedes e 10 giovani di belle speranze”
– quello che con lo tsunami in Indonesia, non sapendo come spiegare al figlio un disastro epocale, dona un botto di quattrini.
– quello che ha fatto correre il fratello perché portava lo stesso nome (e lo stesso manager)
– quello che “Senna (Bruno) ha frenato prima, e poi ‘sti cazzo di fondi piatti toccano e mi fanno allungare”.

Mi ha emozionato in lungo ed in largo, in alto ed in basso e questo lo fanno solo i piloti da albo d’oro. Ora che si è addormentato divertendosi sugli sci, perché ‘sta F1 di tassinari e vespe smarmitatte non la poteva crepa’ di vedere, gli auguro lo stesso destino di Helmut Bradl che lo scorso anno sedeva al muretto box del Schsenring a fare il tifo per il figlio.

schumi



I commenti sono chiusi.