In hoc signo vinces

Malesia, terra di monsoni: anni a correre in F1 e ancora non si capisce (o magari si capisce assai bene) che a marzo piove, punto. Abbiamo superato la pioggia in qualifica, durante il gp e di grazia che no si sia ripetuta la beffa del 2008 con i piloti schierati sotto il diluvio in attesa del tramonto (vinse Button su Brawn GP per la cronaca).

Malesia terra di minchiate epocali. Solo per citarle in ordine sparso: i pit stop di Force India e McLaren, gli ordini di scuderia postumi, gente che gira con ali spezzate sui rettilinei più lunghi del mondiale, box sbagliati al rientro, dita alzate non in segno di saluto e compagnia bella.

Andiamo per ordine (di arrivo):

Sebastian Vettel     Red Bull Racing-Renault
Bravo bravissimo in pista (il sorpasso raso-muro è stato fatto col pelo), quanto infame in gara. Una squadra va sempre rispettata anche se sei quello più veloce. Il fatto è che il ragazzo ha ancora fame, nonostante sia il pilota più vincente dell’ultimo quadriennio.
Mark Webber     Red Bull Racing-Renault
Considerato che è un uomo tutto di un pezzo, di grazia che non ha spezzato le braccia al giovane compare di marca prima ancora che scendesse dalla macchina. Un dubbio mi sovviene: Schumacher (Mercedes) per aver stretto Barrichello (Williams) contro il muro venne penalizzato; stessa manovra fra Hamilton e Button in Canada 2 anni fa, ma Button non venne penalizzato. La deduzione è: se stringi contro il muro il compagno di squadra è lecito?
Lewis Hamilton     Mercedes
Il nero è come un cane da caccia alla volpe: se vede vittoria non sente cazzi. Peccato che le gomme la pensino diversamente ed è ben nota la tendenza di Lewis a mangiarsele. L’errore ai box vale un mondiale.
Nico Rosberg     Mercedes
RB: “Boni, state boni! Nun litigate. Mo’ ve siete sfogati adesso basta, fate er trenino”. NR: “Yawol!!”. I mozzichi sul volante sono stati asportati prima della pesatura.
Felipe Massa     Ferrari
Ah, vero, c’era anche Massa!
Romain Grosjean     Lotus-Renault
La cosa stupefacente è che ha provato ad andar forte. La cosa ancor più stupefacente è che non ha ucciso nessuno.
Kimi Räikkönen     Lotus-Renault
Se Kimi dice che il circuito “sì, ci ho vinto, ma non mi piace” quello è. Lui si presenta assonnato, coi postumi della serata, guida di merda e non sente cazzi. Questo è.
Nico Hulkenberg     Sauber-Ferrari
Hanno provato con una sosta in meno approfittando della regolarità del crucco. Ha portato meno a casa di quanto meritasse.
Sergio Perez     McLaren-Mercedes
Solidale col più esperto compagno di squadra ha voluto sottoporsi all’ennesima sosta (2 giri dalla fine?!!?) in attesa di bulloni mal avvitati. La sorte non è stata propizia e il messicano si è presentato al traguardo.
Jean-Eric Vergne     STR-Ferrari
Punticino per il francese, graziato dal ritiro del più veloce compagno.
Valtteri Bottas     Williams-Renault
Arrivare 11mi con una macchina del genere equivale ad una vittoria. Bravo il finnico. Ad majora.
Esteban Gutierrez     Sauber-Ferrari
Lento, ma lento, che più lento non si può
Jules Bianchi     Marussia-Cosworth
Questo continua a fare risultati davanti al gruppo delle nullità, con una Marussia poi… mi dovessi ricredere sul franco-italiano.
Charles Pic     Caterham-Renault
Giedo van der Garde     Caterham-Renault
Max Chilton     Marussia-Cosworth
La gara di questi mi manca, li vedo solo nei doppiaggi.
Jenson Button     McLaren-Mercedes
Manca Hamilton e alla McLaren se la rifanno con Button. Oggi il bullone, domani un castoro nelle mutande.
Daniel Ricciardo     STR-Ferrari
Sarebbe arrivato davanti a Perez, per strategia e velocità in pista. Alla Toro Rosso hanno scordato l’ultima tagliando ed è partito uno scarico sul più bello.
Pastor Maldonado     Williams-Renault
Forse il primo ritiro per colpa del Kers, ma il venezuelano stavo pascolando e male.
Adrian Sutil     Force India-Mercedes
Paul di Resta     Force India-Mercedes
Accorpo i due forzainduisti (molto veloci in gara) per il destino comune. In realtà l’aneddoto dei cambi gomme è presto spiegato:in un paese islamico come la Malesia, alla dogana hanno fermato l’intero gruppo di meccanici Force India per scherno di natura religiosa imponendo al loro posto dieci pescatori di perle malesi in attesa di collocamento che, per ovvia inesperienza, hanno fatto quanto potuto.
Fernando Alonso     Ferrari
Passi che ce provi sotto l’acqua dicendo che quello davanti ha frenato prima. Passi che tieni il gruppo dietro con un’ala spezzata. Passi che c’è anche una regola che impone il rientro ai box se la macchina è danneggiata e pericolosa. Ma fare il circuito con i rettilinei più lunghi del mondiale sperando di portarla a casa, secondo me è un po’ troppo. Premesso che se gli succedeva sulla dritta opposta al traguardo rischiava la vita (ci sono parecchi muretti dopo la staccata)



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