Brrrrrr…asil!!!

All’indomani di finti veleni, polemiche con liti tra probabili pensionati (Montezemolo vs. Ecclestone), titoli mancati e promesse da marinaio, ecco le pagelle do Brasil (cui seguiranno quelle consuntive dell’anno).

Jenson Button: come il vino buono che scordi in cantina, lui è sempre lì che ti aspetta. Chiude l’anno come lo aveva aperto: vincendo senza la gloria della prima gara. Di tutti i big è l’unico assente ingiustificato.
Fernando Alonso: ha fatto il suo. In realtà l’ha fatto tutto l’anno: nelle avversità emerge e si esalta. Gara maiuscola ma non basta
Felipe Massa: più Forrest Gump di quello che lo ha preceduto (Barrichello). Quando ai box gli urlano “Corri Felipe” lui si ricorda, altrimenti nada.
Mark Webber: senza pietà. Aveva preannunciato che non avrebbe aiutato Vettel, si è solo smentito lasciandolo passare facilmente a metà gara. Ha chiuso la porta in faccia al compagno in partenza. Si può dire tutto dell’australiano tranne che non manchi di grinta. Poi, vabbeh, ogni tanto sonnecchia, ogni tanto anche lui sogna la pesca sportiva.
Nico Hulkenberg: ha fatto gara e cazzata della vita. La penalità infertagli è servita più allo spettacolo mondiale che a punirlo per un incidente di gara assolutamente normale.
Sebastian Vettel: è passato sopra a Senna, alla macchina sfasciata, alle soste a cazzo ai box, a compagni poco accondiscendenti, condizioni avverse di meteo. Ha corso quando doveva e conservato quando doveva amministrare. Certo una gara non fa la differenza, ma è sintesi perfetta di tutto l’anno passato.
Michael Schumacher: kaiser adieu! Lascia il testimone al connazionale con una gara alla Schumacher d’altri tempi.
Jean-Eric Vergne: Ricciardo l’aveva bastonato, quando, nel giro delle soste s’è trovato davanti.
Kamui Kobayashi: lascia il suo posto in F1 con onore e grinta.
Kimi Räikkönen: macchina da rottamare e cagate a gogo. Pensare che ci aveva vinto il mondiale su questo circuito. Cmq unico pilota che ha finito tutte le gare e terzo nel mondiale con la Lotus.
Vitaly Petrov: russo in rispolvero per quasi conquistare un punto mondiale e comunque regalare il 10 posto nel mondiale costruttori.
Charles Pic: eddai che Glock l’abbiamo bastonato anche stavolta!
Daniel Ricciardo: complici box s’è ritrovato ben dietro rispetto alla posizione che occupava.
Heikki Kovalainen: gomito fuori dal finestrino, cicca in bocca, il finlandese non ne può più, ma i sedili seri scarseggiano
Nico Rosberg: oggi ha avuto tutto per non finire in un posto decente.
Timo Glock: pure preso a ruotate da Vergne 🙂
Pedro de la Rosa/Narain Karthikeyan: chiudono esimi con una macchina che il prossimo anno non ci sarà più
Paul di Resta: garetta col botto. Lui aveva deciso di lasciare l’impronta sul GP del Brasile e così è avvenuto.
Lewis Hamilton: degna conclusione di un’annata al culmine della sfiga.
Romain Grosjean: degna conclusione dello schifo di campionato che ha fatto. La cosa impressionante è che 3 anni fa, quando esordì nel mondiale correva esattamente allo stesso modo. Speriamo lo rimandino da dove è venuto.
Pastor Maldonado: fatto botto, ma incolpevole.
Bruno Senna: ha rischiato di diventare protagonista in negativo per aver negato il mondiale a Vettel. L’unica notizia buona è che il prossimo anno non ci sarà.
Sergio Perez: riesce nella non facile impresa di non finire una gara dopo la firma con la McLaren. Withmarsh ha avuto da dire: “non bastava essersi liberati di Hamilton per cacciare la sfiga?”

Qui lo dico: il prossimo anno niente HRT e non mi stupirebbe se spuntasse una scuderia americana.



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