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Night life, city life

Le gare su circuiti cittadini le farei correre solo alla Formula Indy dove ci sono torme di spettatori paganti per vedere piloti schiantarsi contro i muri. Per il resto l’ebbrezza di sfiorare pannelli in cemento armato, dove il minimo errore costa una gara o 30 giri di safety car, bah non riveste alcuna attrattiva per me. Poi con le torme di piloti che si trasformano in ragionieri alla minima occasione l’attrattiva scende a zero.

Vettel: massimo col minimo, che dire…
Button: vedi sopra. Già è un pilota di testa, mettilo anche in condizione.
Alonso: taccio?!!? Meglio che taccia.
Di Resta: ha fatto il fenomeno in giornata di grazia per le FI: ebbravopaul!
Rosberg: da una gara per tassinari non poteva che emergere. La giovane età non lo fa soffrire di problemi alla vista
Raikkonen: era partito bene, ma bene… dopo due curve è andato male, ma male. Poi ha avuto il solito risveglio alla De Niro (nel film omonimo): “cazzo tutti sì, ma passato da Grosjean no!”
Grosjean: mooolto anonimo, tranne quando è stato in lotta con Maldonado
Massa: la grinta c’è stata oggi, si è distinto dove gli altri non sono stati in grado. Peccato l’autoscontro iniziale.
Ricciardo: anche questa volta la coppia scoppia complice Schumacher. Tante safety car hanno premiato la tattica conservativa
Perez: Anche lui tra i “culati” del giorno nonostante una strategia suicida…
Webber: campione di strategia suicida!! 3 soste con 2 safety car. Per la prossima niente Big Babol al posto delle Pirelli
Glock: sarebbe arrivato 12mo anche con una panda. Alla fine però sono i risultati a contare.
Kobayashi: Era dal lato sbagliato dell’autoscontro
Hulkenberg: anche lui aveva il biglietto marrone, quello color cacca.
Kovalainen: già la Caterham va piano, poi se pensi di applicare una tattica da prima squadra ecco gli effetti. Si son persi anche il primato tra le pippe.
Pic: per una volta che contava davvero arrivare davanti al compagno di squadra se n’è semplicemente scordato.
De La Rosa: fortuna i ritiri che gli hanno fatto scalare la classifica.
Senna: dalle stelle alle stalle, un classico. Giornata no per la Williams
Petrov: peggio del peggio
Vergne: macchina sbagliata, posto sbagliato, curva sbagliata. Eppure era pappa e ciccia con Ricciardo (come da contratto). Eleganza sopraffina nel commentare l’incidente.
Schumacher: quando fa queste minchiate lo vorrei vedere al muretto box con la pipa e la coperta e i nipotini da guardare.
Maldonado: sfica-day, concluso con un ritiro.
Karhikeyan: sbattersi contro i muri è l’unico modo per dare evidenza agli sponsor
Hamilton: più che stare davanti non può fare. Questo sembra il 2008 quando Raikkonen perse il mondiale per le troppe stronzate della Ferrari. Il vincitore a fine anno fu proprio lui: contrappasso?

 



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