Monaco le taxi

Principato di Monaco: sotto lo sguardo stufo e un po’ tronfio del principe Alberto si è tenuta l’annuale celebrazione della giornata  mondiale del tassinaro. Il meteo ha retto, nonostante le minacce di pioggia, la sfilata è proceduta tranquilla tra qualche sbadiglio, guidata dai lavoratori del team austriaco. Solita protesta scoordinata del gruppo francese, la cui inutile polemica si è spenta in due episodi ad inizio e fine parata.

Contemporaneamente  alla sfilata di taxi si è tenuto il gp di Formula 1, data la pochezza degli eventi non vi aspettate molto.

– Webber: bravo, ha portato la macchina alla fine
– Vettel: bravo, ha portato la macchina alla fine
– Rosberg: bravo, ha portato la macchina alla fine
– Schumacher: dopo la botta al via di grazia che abbia fatto più della metà del GP. Senza la minchiata in Spagna, oggi avebbe vinto.
– Alonso: bravo, ha portato la macchina alla fine.
– Massa: bravo, ha portato la macchina alla fine. All’inizio sembrava che Alonso facesse da tappo, poi si è messo nelle retrovie
– Hamilton:  pippa, è l’unico che ha perso posizioni in mezzo al turbine del primo e unico pitstop. Premio all’onestà nell’intervista:
I: “Sempre davanti”
LH: “Veramente no, ho perso molti punti”
I: “Gara emozionante…”.
LH: “Veramente no. Dovrei andare meglio”

– Button: bella corsa, veramente bella… conclusa con un ritiro mentre era in lotta con Kovalainen(?!?). Ironico? Sì?
– Raikkonen: fatto il solito torpedone appena finite le gomme, urlando: “se vado lento io, non vedo perché gli altri devono correre?”. Punti regalati. Dovrebbe bere meno, troppe curve fanno girare la testa.
– Grosjean: la consueta originalità di  Allevi: se penalizzano Grosjean, avrebbero dovuto penalizzare Villenueve che ad ogni gara toccava qualcuno. Sìsì ci rivedo proprio Villeneuve in Grosjean, stesso, smalto stessi risultati, stessa voglia di correre. Oramai sembra di ascoltare i discorsi dell’ospizio. In compenso ‘sto francese casinaro era e casinaro rimane: degno erede di Coulthard.
– Maldonado: ingiudicabile coinvolto nel casino di Grosjean
– Senna:  bravo, ha portato la macchina alla fine
– Kobayashi: anche lui poco da dire, l’hanno sbatacchiato al via
– Perez: oggi ce l’aveva con Kovalainen per un conto non pagato al bar e una torbida storia di donne. Aveva deciso di fargliela pagare e quasi ci è riuscito.
– Vergne: ha fatto una gara da fenomeno, poi “l’intelligente intuizione” di Ascanelli ha fatto sì che montasse le intermedie perché un vip aveva pisciato dal terrazzo all’altezza della St. Devote, fingendo di bagnare la pista.
– Ricciardo: pensava di essere figo: quando gli hanno detto che il compagno era in zona punti che recuperava su Massa, si è ritirato per la vergogna.
– Hulkenberg: andava forte, fortissimo, fortissimissimissimo… al primo cambio gomme Di Resta, in versione tassinaro, l’ha passato, la delusione ha fatto il resto.
– Di Resta: è il primo dei due che si è adeguato alla taxi parade monegasca, massimizzando il risultato
– Kovalainen: esaltato per essere stato il tappo con più blasone del circus. Era nel corridoio giusto alla partenza, il resto l’ha fatto un circuito inutile e una decina di ritiri delle macchine più forti
– Petrov: n.p.
I fantastici 4 li lascerei stare, si sono visti solo nei doppiaggi.

Concludendo 6 vincitori su 6 gare per la gioia degli statistici, che mai avevano visto una tale alternanza nei GP. Spettacolo pietoso, questa volta le gomme c’entrano poco, dato che le caratteristiche del circuito non usurano le gomme. Nel pool dei se/ma:
– Vettel avrebbe vinto senza la regola che impone il cambio gomme
– Schumacher avrebbe vinto se fosse partito davanti
– Raikkonen senza gli sviluppi monegaschi sarebbe arrivato come in Cina ossia 14mo
– Se Grosjean fosse vissuto negli anni ’80 lo avrebbero menato ai box



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